Novizio, allevatore e allevatore esperto. PDF Stampa E-mail
Scritto da Isidoro Bruzzese   
Domenica 09 Agosto 2009 15:42

Si inizia ad allevare solitamente con pochissima esperienza, tentando la riproduzione con una o comunque pochissime coppie di canarini di colore. Moltissimi di noi hanno iniziato così, animati dal desiderio di vedere al fatidico 13° giorno quelle uova schiudersi ed assistere al magico momento della nascita di una nuova vita. Quante cose abbiamo imparato da quella prima volta, quanti consigli abbiamo ascoltato dagli allevatori più anziani e quanti testi abbiamo letto.

Chi siamo adesso ? Siamo ancora dei Novizi o abbiamo fatto il passaggio di categoria e possiamo considerarci a ragione “Allevatori”. Difficile dirlo, sicuramente è vero che non si finisce mai di apprendere e sbaglia chi crede di essere ormai arrivato e di non avere più nulla di nuovo da scoprire.

 

Ricordo i miei primi pullus nati e morti dopo pochi giorni nonostante i genitori collaboravano a meraviglia nelle cure parentali alimentando regolarmente la prole riempiendone il gozzo all’inverosimile. Fornivo loro uovo sodo, pastone morbido, mela e lattuga fresca rinnovando i cibi nelle mangiatoie continuamente. Eppure non ce l’hanno fatta ed è stata solo colpa mia. L’inesperienza ha fatto sì che non mi rendessi conto che quei pullus erano imbeccati esclusivamente con la mela e con la verdura, tra l’altro servita ancora umida e so bene (adesso) quanto sia pericolosa nei primi giorni di vita la verdura, per il delicatissimo apparato digerente dei neonati. Naturalmente dopo quella covata imparai che i pullus necessitano di cibi più proteici nei primi giorni di vita e che mela e verdura, in genere, essendo più appetibili è preferibile iniziare a somministrarli dopo la prima settimana. Da allora, grazie alle continue letture di libri e riviste del settore, conversando con gli allevatori nelle associazioni, ma anche e soprattutto facendo pratica diretta in allevamento molti passi in avanti sono stati fatti e non commetterei più lo stesso imperdonabile errore. Ma ripeto,  le nozioni tecniche che ognuno di noi può ancora apprendere sono veramente tante e credo, ad ogni livello. Soprattutto quelle piccole sfumature, quelle accortezze che si acquisiscono solo con una lunga esperienza fatta negli anni e che significano migliore qualità nella selezione, maggiore percentuale di fecondità delle uova,  minori perdite di novelli. In una unica frase – “una più corretta gestione dell’allevamento”.

Ecco, direi che se abbiamo raggiunto questi risultati, allora possiamo considerarci certamente degli “Allevatori”.

Quanto sia il margine temporale che deve passare affinché poi un allevatore possa essere etichettato dagli altri un “Allevatore esperto” non saprei dirlo. Probabile che debba passare ancora un certo lasso di tempo, sempre che ci sia la costanza e la voglia di applicarsi con lo scopo di migliorare sempre, con la modestia di chi sa attingere e far proprie le conoscenze e le capacità altrui.

Naturalmente si può essere “esperti” anche senza confrontarsi con altri allevatori, ma un parametro importante che possa misurare la crescita di un allevatore, è senza ombra di dubbio la mostra ornitologica. La competizione ed il confronto con gli altri è sicuramente un indice fondamentale per valutare i miglioramenti selettivi della propria produzione.

E non è certo il successo occasionale ottenuto alle piccole mostre a decretare questo salto di categoria. No, un allevatore esperto deve affermarsi alle mostre di un certo rilievo dove il confronto tra allevatori è ampio e coinvolge il meglio dei soggetti esposti a livello nazionale ed internazionale. E comunque, neanche questo a mio parere, è sufficiente. Potremmo considerare “esperto” un allevatore solo quando i suoi soggetti otterranno risultati di prestigio per alcuni anni di seguito ed in particolare negli stamm. Solo questo è garanzia ed indice reale che il ceppo e la selezione è stata correttamente gestita e che non si tratti di frutto occasionale di qualche costoso acquisto o fortunata riproduzione.

In sintesi, ecco quale deve essere l’obiettivo che ogni neofita, naturalmente animato di passione e perché no anche di ambizione, deve porsi. Impegno costante ed approfondimenti continui nella ricerca di migliorare le proprie conoscenze e le proprie esperienze d’allevamento per realizzare quello che a prima vista può sembrare un traguardo troppo difficile da raggiungere.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 31 Agosto 2016 14:33