Nozioni di allevamento per neofiti PDF Stampa E-mail

Pianificazione, scelta ed ottimizzazione dei locali in piccoli allevamenti amatoriali

Chi si avvicina alla Canaricoltura evidentemente lo fa perché attratto dalla bellezza e dai colori di queste splendide creature.

Se si è animati da reale passione è probabile che si inizierà a pianificare ed a programmare l’acquisto delle prime gabbie e delle prime coppie di Canarini, che andranno a costituire le fondamenta del futuro allevamento.

La passione è certamente il fulcro, il fattore principale senza la quale ogni altra considerazione che faremo diventa irrilevante.

Purtroppo la passione ed il desiderio di allevare volatili non sempre si conciliano con la disponibilità degli idonei spazi dove poter ospitare i nostri amici alati.

Ricordo che sin da ragazzo ho dovuto supplicare i miei genitori prima di riuscire a convincerli che era possibile tenere nel balconcino esterno alla cucina un paio di gabbiette e godere della bellezza e del canto melodioso rispettivamente di un Cardellino e di un Verzellino. Dopo aver ottenuto il loro tanto sospirato assenso, solo perché probabilmente stufi delle mie insistenti richieste, nei mesi successivi, come avevano con lungimiranza previsto, hanno assistito alla rapida crescita del numero dei volatili e quel piccolo balconcino è divenuto col tempo sempre più angusto per i precedenti ed abituali usi cui era adibito. Gli spazi erano stati completamente invasi da gabbie, accessori, mangimi.

Era comunque una soluzione inadatta per poter pensare ad un pur piccolo allevamento ed infatti, col tempo, non essendo stato capace di trovare un’alternativa valida, ho dovuto desistere e rinviare a tempi migliori la mia nascente passione per l’ornitologia.

Passione che è rimasta latente per anni fino a quando, dopo aver cambiato abitazione, mio figlio mi ha chiesto: “Papà compriamo una coppia di canarini ?” Non me lo sono fatto ripetere due volte e da quel momento in poi è iniziata la mia avventura di allevatore.

Questa premessa dimostra che il fattore essenziale per chi vuole iniziare è avere le giuste motivazioni, sentire dentro la passione ed il desiderio di allevare. Accertato questo requisito irrinunciabile, bisogna valutare altre tre condizioni fondamentali:

1.Mettere in preventivo che per accudire i Canarini bisogna dedicare ad essi quotidianamente un po’ del nostro tempo;

2.Calcolare l’eventualità di una temporanea assenza per lavoro, malattia, vacanza e di conseguenza la necessità di dover ricorrere alle prestazioni di qualche familiare o amico per la gestione dell’aviario;

3.Disporre del locale o degli spazi idonei all’allevamento.

Adesso siamo pronti ad analizzare e decidere il luogo dove poter allestire il nostro allevamento.

Nel caso di piccoli allevamenti amatoriali, le maggiori soddisfazioni, a mio parere si hanno allevando all’interno della propria abitazione o comunque in locale di pertinenza della stessa. Questo non sarà possibile e per ovvi motivi qualora si tratti di allevamenti sportivi o commerciali con un elevato numero di coppie messe in riproduzione e che necessitano di altrettanti spazi da adibire successivamente allo svezzamento dei novelli.

Da scartare immediatamente l’ipotesi di alloggiare i Canarini in cucina, a prescindere dal numero di esemplari che si intende tenere. I vapori, l’alto tasso d’umidità presente nell’ambiente oltre che una questione d’igiene rendono la cucina inadatta ai nostri scopi.

E’ preferibile che il locale prescelto sia provvisto di un rubinetto per il ricambio dell’acqua, il lavaggio dei beverini e per tutte le altre operazioni di pulizia e che lo stesso sia servito da illuminazione artificiale e munito di finestre.

Altro aspetto da non sottovalutare è quello legato ai rapporti con i condomini. Conosciamo bene i problemi che si possono verificare e che spesso possono sfociare in discussioni, litigi fino a sfociare, a volte, persino in lunghe e fastidiose cause civili. Il canto degli uccelli seppur piacevole ed armonioso, quando questi sono numerosi ed entrano in competizione amorosa, può diventare causa di disturbo.

Meno importante è il discorso relativo ai cattivi odori che vengono prodotti dai residui organici,soprattutto quando il locale è sovraffollato nella fase di svezzamento. Questo problema è infatti facilmente superabile grazie ad una più frequente pulizia delle gabbie e degli ambienti; si eviterà una eccessiva produzione di ammoniaca e sarà utile mezzo di prevenzione contro potenziali infezioni batteriche per gli uccelli.

Naturalmente, come abbiamo precedentemente evidenziato, è da tenere in debito conto del tempo da dedicare a queste operazioni, quantificabile in minuti oppure ore giornaliere e variabile secondo il numero di coppie che si intenderà allestire.

L’allevamento in casa consente con più facilità di essere presenti e di intervenire all’occorrenza, anche più volte nell’arco della giornata. Condizione importante questa soprattutto nell’intenso ed impegnativo periodo della riproduzione e che riduce le potenziali morie dei nidiacei per cause accidentali (caduta dal nido dei pulli nei primi giorni di vita, mancato imbecco dai genitori, ecc.). Nella scelta del locale ho affrontato il problema valutando dapprima le varie possibilità che l’abitazione mi offriva e successivamente scegliendo la soluzione che mi è parsa più idonea e favorevole, ponendo particolare attenzione sia al benessere degli uccelli che alle precedenti considerazioni generali ed ambientali legate ai vari fattori esterni contingenti.

La scelta di utilizzare il balcone, la parte esposta a sud, è stata preferita perché consente di avere luce in allevamento durante l’intero arco della giornata e di usufruire per qualche ora anche dei benefici raggi solari. Il balcone è stato chiuso con una struttura in profilato d’alluminio dalle ampie e luminose vetrate ad ante scorrevoli provviste di zanzariera. La rete protettiva dà la possibilità di avere sempre una discreta aerazione nel locale ed è utilissima per prevenire possibili contatti con altri volatili selvatici portatori involontari di malattie ed infezioni. Non dimentichiamo le pericolose punture delle zanzare causa del temuto virus del “vaiolo”, incubo di tutti gli allevatori e capace di sterminare un intero allevamento. Il parco gabbie da cova è formato da gabbie zincate di 55 e 45 cm ed occupa le pareti del balcone più interne e riparate dagli agenti atmosferici. Le gabbie sono affiancate su più file a partire da un’ altezza di circa 50 cm da terra, in modo da rendere agevoli le operazioni di pulizia del pavimento.

L’altra parte dell’aviario è attrezzata per consentire lo svezzamento dei novelli con le razziere da 120 cm.  Si potranno allestire così circa 20 coppie riproduttrici distribuite in uno spazio complessivo di circa 14 metri cubi. La densità della popolazione deve essere correlata ai metri cubi del locale. Maggiore è la densità della popolazione nell’allevamento e maggiori saranno i rischi derivanti. La minore ossigenazione, l’aumento della carica batterica dovuta alla produzione di escrementi dei Canarini, l’abbassamento della soglia di natalità nelle coppie in riproduzione, l’amplificarsi dell’aggressività dovuta alla competizione per la conquista del territorio sono tutti fattori di rischio determinati dal sovraffollamento. Il rapporto equilibrato dovrebbe avvicinarsi il più possibile ad 1, quindi 1 coppia x ogni metro cubo di locale. Valore questo molto orientativo e che può variare in base alla frequenza delle pulizie e alle diverse condizioni di aerazione dei locali.

Dotare di un buon programmatore elettronico alba-tramonto l’aviario è buona norma perché aiuta a gestire meglio il foto-periodo e consente il raggiungimento della miglior condizione amorosa dei riproduttori quando si preferisce anticipare le cove oppure non si dispone di luce diretta solare nell’allevamento

Personalmente preferisco anticipare l’inizio delle cove ai primi giorni di febbraio, in considerazione del fatto che le temperature al sud Italia sono generalmente abbastanza miti anche nel periodo invernale per poi diventare torride già a giugno. Questo motivo mi induce a chiudere la stagione riproduttiva entro la metà del mese di giugno, che dovrebbe in linea di massima coincidere con il termine dello svezzamento della 3° ed ultima covata stagionale.

Acquistare un ozonizzatore per ridurre la carica batterica e migliorare la qualità dell’aria in allevamento può essere utile soprattutto nel periodo invernale, nelle giornate particolarmente fredde e piovose, quando a causa delle avverse condizioni climatiche non sarà possibile lasciare aperte le ante a vetro per il naturale ricambio dell’aria. Ottimizzare gli spazi a disposizione consente quasi sempre di creare le condizioni necessarie che danno la possibilità di gestire un piccolo angolo della casa da adibire ad aviari.

Spero che queste brevi note siano utili a chi decide di avventurarsi in questo appassionante mondo, dando i giusti spunti di riflessione nel trovare, qualunque siano i casi e le difficoltà soggettive, il modo di arrivare ad una ottimale soluzione anche quando si crede o ci vogliono far credere che è impossibile.

Isidoro Bruzzese - Agosto 2005